violino, violinista concertista, insegnante di violino, orchestra Catania / Sicilia / Italia, performance live / concerti
La mia visione artistica nasce dall’esigenza di creare un ponte sensoriale tra l’eredità della musica classica e le infinite possibilità della tecnologia moderna. Non si tratta solo di performance, ma di un percorso di ricerca che intreccia passato, presente e futuro in un unico ecosistema sonoro.
INVASIONS.
Il disco “Invasions” è un viaggio attraverso i sentieri della percezione musicale che conduce a un dialogo interiore e col compositore. Il violino, come Virgilio per Dante, è una guida attraverso questo mondo “elettronico” in cui la tendenza all’alienazione umana è sempre più marcato.
Ogni brano percorre ed esplora paesaggi differenti e ripropone musicalmente tecniche pittoriche e letterarie, teatrali e filosofiche.
Le invasioni narrate musicalmente non sono fisiche ma ideologiche, prima tra tutti l’invasione digitale. L’uomo ormai è alieno anche tra i suoi simili, alieno a sé stesso, tenta di conoscere sé stesso ma viene invaso e distratto, in modo tale da poter restare schiavo del sistema.
Invasions vuole essere un disco di formazione, sulla scia del romanzo di formazione, il protagonista personificato nel violino solista diventa come Ulisse che nel viaggio di ritorno scopre un mondo nuovo, perdersi per ritrovarsi. Ogni brano è un episodio del nostos, il viaggio di ritorno.
Il protagonista si trova inoltre a essere sia invasore che invaso in un meccanismo di perdita di ruoli che trasforma la persona in personaggio, il violino-attore in un’idea.
Elettronica e forma classica si fondono creando uno specchio sonoro in cui il tema del violino si riflette e si trasforma.
Il violino narra la storia e si trasforma nei personaggi, come se fosse un Omero musicale.
Tracce:SPIEGAZIONE DEI BRANI
1. Adagio (3.20)
2. 2 face of love * (3.40) * Electric Violin - Five Strings.
3. Druide (3.36)
4. Green vision (3.14)
5. Sea song (3.12)
6. Skills (3.41)
7. Eschatology (4.55)
8. Warriors (3.33)
Sonata for breathe.
Il "respiro" è il nostro centro vitale, ciò che ci rende ancorati alla realtà. Nella "Sonata for breath" è proprio il "respiro" il tema principale che scandisce i tre brani, diventa veicolo di emozioni e viaggi.
Nel primo brano "Circle" è proprio il respiro all'origine della vita a scandire il ritmo; l'esplosione del Big Bang fa da contrappunto alla danza di Adamo ed Eva nell'Eden.
Tra scienza e religione, il viaggio continua nel secondo brano intitolato "Hope", in cui la nascita del bambino dall'acqua ci fa ripercorrere il nostro ingresso al mondo.
Il terzo brano "Super focus" è il momento in cui il respiro diventa energia vitale che trasforma la realtà, il momento di maturità in cui l'uomo respira insieme alla Madre terra in un unico soffio.
NATIVO
Origine.
A che punto eravamo arrivati? Siamo esattamente a metà strada tra il tutto ed il nulla, tra la conoscenza e l’ignoranza, tra il vuoto ed il pieno, il dolce e l’amaro; quella linea sottile che imperterrita ci avvolge e ci divide da ciò che abbiamo intorno senza una parola di conforto.
Il nuovo album “NATIVO” di Erika Ragazzi si inserisce in un percorso artistico che ha avuto inizio con “Invasions” e ha trovato una strada melodica con “Sonata for Breathe”. Ogni disco rappresenta un capitolo di un viaggio emozionale che esplora le profondità dell’anima umana, il nostro legame con la natura e la continua lotta tra il nostro essere nativo e le forze esterne che cercano di plasmarci.
NATIVO: Il Risveglio dell’Essenza
E ora, con “NATIVO”, Erika Ragazzi ci conduce in un viaggio più profondo all’interno della nostra essenza. Siamo ancora a metà strada, tra la consapevolezza e l’ignoranza, ma il nuovo album è il punto in cui il nostro essere nativo si risveglia e si manifesta in otto straordinari momenti:
1. The Ocean: Le emozioni ci attraversano come le onde dell’oceano, portandoci a confrontarci con la nostra memoria e a cercare l’equilibrio tra passato e presente.
2. In the Open Space to See: In questo spazio aperto, esploriamo il contatto con il progresso, la società e il desiderio, cercando l’armonia tra il nostro intuito nativo e la realtà esterna.
3. Connection: La connessione con la natura e la saggezza degli antenati è fondamentale per ritrovare la nostra morale e costruire un futuro più giusto.
4. Elements: Attraverso le sfide e le emozioni, scopriamo che siamo parte di un grande intreccio di storie, culture e sogni.
5. Nativo: La Sicilia, come luogo dell’anima, diventa il centro nativo di riflessioni sulla storia, la morale e il destino della terra.
6. This is Wind: Il vento porta nuovi suoni e nuove esperienze, invitandoci a lasciarci trasportare dall’armonia del presente.
7. Delirium: In mezzo alle narrazioni apocalittiche e alla lotta contro le ingiustizie, il delirio della società moderna ci spinge a cercare la verità e la rinascita.
8. The Broom: Come il vento che spazza via il vecchio, il futuro si presenta come una nuova opportunità di crescita e cambiamento.
Il viaggio musicale di Erika Ragazzi, iniziato con “Invasions” e continuato con la “Sonata for Breathe”, trova la sua massima espressione in “NATIVO”. L’album non è solo una raccolta di brani musicali, ma un invito a esplorare l’animo umano, a riflettere sulla nostra esistenza e a risvegliare la connessione con il nostro essere nativo.
Conclusione: Il Tendere Natio dell’Essere Umano.
In questo viaggio attraverso tre album distinti ma collegati, Erika Ragazzi ha plasmato una trilogia musicale che riflette il tendere nativo dell’essere umano verso la consapevolezza, la verità e la bellezza. “NATIVO” rappresenta il culmine di questo percorso, un invito a immergersi nelle profondità della propria anima e a esplorare il significato intrinseco della vita.
Che sia il desiderio di esplorare nuovi mondi, la ricerca della morale o la connessione con la natura, “NATIVO” offre un viaggio emozionale unico. Erika Ragazzi continua a dimostrare la sua abilità nel trasformare pensieri complessi in melodie avvincenti, offrendo all’ascoltatore un’esperienza unica e coinvolgente.
FISSURA
di Erika Ragazzi
FISSURA è il punto in cui la materia si apre e lascia filtrare la luce. È la crepa sacra da cui nasce la trasformazione: un varco tra silenzio e vibrazione, tra antico e contemporaneo, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. In questo disco il violino attraversa fratture interiori e cosmiche, unendo ritualità, energia e introspezione in un viaggio sonoro che svela la bellezza nascosta nel fragile.
Ogni inizio è un impulso. Bit Cosmic Love è il primo battito: un lampo, una scarica che attraversa il corpo e l’infinito. È l’archetipo dell’energia creatrice, la scintilla che unisce il primo atomo al primo desiderio. Una danza in cui il ritmo diventa gravità e l’amore la forza che tiene tutto in orbita.
Non c’è trasformazione senza attraversamento. Anastasis è la risalita: una linea sonora che si rialza, si ricompone, si fa di nuovo slancio. Qui l’essere non ritorna com’era, ma avanza in una forma più ampia. È il suono della coscienza che si rialza e ritrova la propria verticalità.
In Kosmos l’universo si mette a fuoco. Il caos si organizza, le linee diventano costellazioni, i suoni si dispongono come leggi. È il momento in cui il mondo smette di essere rumore e si rivela struttura. Un’architettura sonora che ricorda: ogni vita possiede una geometria segreta.
Iside è la sapienza che non si impone, ma trasforma. Archetipo della maternità interiore e della conoscenza velata, è la cura che illumina senza svelarsi del tutto. Un brano che accompagna e interroga, come ogni verità antica: guida, ma chiede uno sguardo consapevole.
La metamorfosi è un atto di coraggio. Butterfly è il momento del mutamento: la forma che si alleggerisce, l’identità che accetta di cambiare. Un’energia veloce, luminosa, che vibra come ali appena nate. Fragile solo per chi non conosce la forza del divenire.
Ogni percorso profondo attraversa il silenzio. Silentia è il luogo dove tutto riposa e tutto vibra in potenza: una stanza senza tempo in cui l’universo trattiene il respiro. Qui la musica non racconta, ma ascolta. E nell’attesa, rivela ciò che nessuna parola potrebbe contenere.
La via non si cerca: si riconosce. The Way è il cammino interiore che procede per intuizioni, deviazioni, ritorni. Un ritmo che guida come un passo sicuro nella notte. La strada si manifesta mentre viene percorsa, trasformando il viaggio stesso in conoscenza.
L’ascesa non è fuga, ma apertura. Ad Astra è l’espansione finale, il varco che connette l’umano all’immenso. Un movimento verticale che integra, non separa. Qui ogni crepa diventa luce, ogni limite si trasforma in orizzonte.